La moderna scienza dello spirito! Quante cose si raccolgono sotto questa bandiera! Quante si incontrano, e quante anche si combattono! Uomini impegnati, poco sapere, piani ambiziosi, vanità e sciocchezza, spesso vuota millanteria e ancor più affarismo senza scrupoli. Da questa confusione sbocciano non raramente invidia e odio illimitati, che si risolvono in rappresaglie astute e meschine.
Non stupisce, naturalmente, che in questa situazione molti stiano lontani da questi maneggi, come se avessero paura di infettarsi a certi contatti. Non hanno tutti i torti; innumerevoli adepti di queste scienze dello spirito non hanno nulla di seducente e tanto meno di affascinante nel loro comportamento, anzi, tutto in loro consiglia la massima prudenza.
Ma è notevole che tutto il campo di queste cosiddette scienze dello spirito (i maligni e gli ignoranti le scambiano spesso per una scienza degli spiriti) venga considerato ancora oggi una specie di terra di nessuno, in cui chiunque può trafficare come vuole, senza divieti e senza penalità.
È considerato così. Eppure l’esperienza ha ben spesso dimostrato che non lo è!
Innumerevoli esploratori di questo campo, abbastanza imprudenti per avventurarvisi con una conoscenza illusoria di esso, sono state le vittime impotenti della loro incoscienza. Triste è soprattutto che tutte queste vittime siano cadute senza aver dato il più piccolo vantaggio all’umanità!
Ciascuna di queste cadute avrebbe dovuto essere in realtà la prova che la strada battuta non era giusta, se portava soltanto danno e perfino la rovina, e nessun bene dell’anima. Eppure si continua su queste vie errate con singolare ostinatezza e si lasciano sacrificare sempre nuove vittime. A qualunque più ovvia minuzia che si ritrova nell’immensità del Creato, si levano grida di giubilo e si scrivono trattati innumerevoli, i quali non possono che scoraggiare chi cerca il vero, perché è troppo evidente in essi l’incertezza dei tentativi.
Si potrebbe in realtà considerare tutto il lavoro di ricerca finora svolto come un gioco pericoloso, non senza un fondamento di buona volontà.
Non si potrà mai accedere impunemente al campo delle scienze spirituali, considerato zona franca, prima che si sappia tener conto appieno dell’ambito delle Leggi spirituali. Ogni opposizione ad esse, cosciente o inconscia, cioè ogni «inosservanza», che è quanto dire infrazione, deve colpire per l’inevitabile ripercussione dei suoi effetti di ritorno, l’uomo temerario, frivolo o stolto che non le osserva scrupolosamente o non sa osservarle.
Voler esplorare ciò che non è della terra con mezzi e risorse terrene è come abbandonare da solo un fanciullo non ancora sviluppato e inesperto dei pericoli della terra in una foresta vergine, in cui soltanto un adulto ben preparato e nel pieno possesso delle sue forze potrebbe, con molta prudenza, uscirne indenne.
Ai maestri delle scienze spirituali moderne non accade diversamente con i loro attuali metodi di lavoro, anche se immaginano di avere le più serie opinioni o anche se osano tanto solo nell’interesse della scienza, per aiutare gli uomini nel loro progresso oltre quella soglia cui da tempo aspettano e bussano.
Questi indagatori stanno ancora oggi, come fanciulli, davanti a quei limiti, senza aiuto, esitanti ed ignari dei pericoli che affluiscono verso di loro ad ogni istante, o che possono rifluire attraverso loro su altri uomini, quando i loro sondaggi ciechi aprono brecce nelle difese della natura o schiudono porte che sarebbe meglio per molti se rimanessero chiuse.
Leggerezza, si potrebbe chiamare tutto questo, più che temerarietà, almeno finché questi esploratori non sapranno con certezza di avere la possibilità di dominare subito eventuali pericoli, non solo per se stessi, ma anche per gli altri.
Al grado massimo di irresponsabilità sono gli «indagatori» che si occupano di certi esperimenti. Ho già segnalato più volte il crimine dell’ipnosi.*
Ora, questi indagatori, che eseguono anche esperimenti d’altro genere, commettono nella maggioranza dei casi l’errore deplorevole (per loro ignoranza, altrimenti certamente non lo commetterebbero) di costringere altre persone particolarmente sensitive o dotate di qualità medianiche ad un sonno magnetico o perfino ipnotico, allo scopo di avvicinarle a influssi, non visibili sul piano fisico, del mondo dell’«Aldilà». Sperano a questo modo di udire o di osservare fatti disparati, ciò che non sarebbe possibile se il soggetto dell’esperienza fosse in uno stato di veglia completa.
In almeno novantacinque per cento dei casi, espongono così queste persone a grandi pericoli che non hanno ancora le forze per affrontare, perché qualunque genere di intervento artificiale sulle capacità ricettive è un asservimento dell’anima, che viene costretta a una sensibilità che va oltre quanto consentirebbe il suo sviluppo naturale.
La conseguenza è che l’anima della vittima dell’esperienza si trasferisce improvvisamente in un luogo in cui, a causa dell’intervento artificiale, si trova defraudata della sua protezione naturale, cioè le manca quella difesa che si può formare solo in uno sviluppo personale, interno e normale.
Bisogna immaginarsi questo sventurato ignudo, legato a un palo come un’esca vivente, nelle zone più avanzate e pericolose, per richiamare la vita, l’attività di ambienti ignoti, che agiscano liberamente su di lui perché egli possa testimoniare di questa vita e di quest’attività, oppure renderne visibili effetti svariati, con la sua collaborazione, a spese di sostanze del proprio corpo.
In certi momenti questa cavia umana potrà comunicare agli spettatori ciò che le passa vicino, come con un telefono, a causa del legame che la sua anima, posta così lontano, è costretta ad avere con il corpo terrestre.
Ma se questa sentinella, appostata ad arte in luogo avanzato, viene aggredita, non può difendersi, per la mancanza di difese naturali, giacché, spinta avanti con l’aiuto di altri, in una zona che in rapporto con la sua evoluzione non le appartiene ancora o per nulla, viene abbandonata senza alcun soccorso. Neppure il sedicente ricercatore, la cui sete di conoscenza l’ha spinta così lontano, può soccorrerla, perché è egli stesso estraneo e inesperto di quei luoghi da cui proviene il pericolo e perciò non può in alcun modo proteggerla.
A questo modo certi indagatori diventano criminali, senza volerlo e senza che alcuna giustizia terrena li possa portare in giudizio. Ma questo non esclude che le Leggi spirituali agiscano, con precisi effetti di ritorno, e incatenino il ricercatore alla sua vittima.
Molti soggetti di queste esperienze subirono attacchi dalla materia eterea, che col tempo (spesso anche rapidamente o immediatamente) hanno avuto effetto anche sulla materia fisica, causando malattie o la morte, senza però che ancora il danno recato all’anima venisse cancellato.
Al contrario, questi osservatori che a se stessi danno il nome di «ricercatori», e che spingono le loro vittime in luoghi ignoti, stanno, durante i loro pericolosi esperimenti, nella maggioranza dei casi bene al sicuro, coperti dalla protezione del loro corpo e della coscienza della veglia.
È raro che partecipino ai pericoli in cui incorrono i soggetti delle esperienze, contemporaneamente ad essi, in modo che i pericoli si ripercuotano immediatamente su di loro. Ma alla loro morte terrena, al passaggio nel mondo della materia eterea, dovranno in ogni caso raggiungerle, in qualunque luogo siano, trascinate dal legame che le unisce alle loro vittime, e solo insieme potranno, lentamente, risalire.
Questa proiezione artificiale di un’anima in un’altra zona non si deve sempre intendere come se l’anima uscisse dal corpo e trasvolasse in un’altra regione. Nella maggioranza dei casi resta tranquillamente nel suo corpo. Il sonno magnetico o ipnotico non fa che darle una sensibilità contro natura, in modo che si apra ad influssi e a correnti più sottili di quanto sarebbe possibile nella sua condizione naturale.
È evidente che in questo stato abnorme l’anima non dispone della sua forza integrale, che avrebbe se invece fosse pervenuta da sola al nuovo stadio, secondo un’evoluzione interiore, e posasse sicuramente sul nuovo terreno più etereo, opponendo a tutti questi influssi una forza uguale.
Da quest’insufficienza di forza sana provocata dall’artificio proviene uno squilibrio che porta necessariamente con sé perturbazioni. Di conseguenza, offuscamenti inevitabili di tutta l’intuitività spirituale, causa di deformazioni della realtà.
Sono ancora e sempre questi ricercatori, con i loro interventi dannosi, causa dei rapporti falsati e degli innumerevoli errori. Da ciò anche deriva che molte «scoperte» nel campo dell’occulto si presentano in contrasto con una logica severa. Vi sono innumerevoli errori che finora non si è potuto riconoscere come tali.
Percorrendo vie così visibilmente errate nulla si può acquisire che sia di vantaggio o di qualche beneficio per gli uomini.
Solo ciò che aiuta gli uomini a elevarsi, o almeno indica loro il cammino verso l’alto, può veramente giovare loro. Ma in simili esperienze tutto questo è perfettamente escluso a priori e per sempre!
Un indagatore con i suoi interventi artificiali a volte ottiene perfino di proiettare un uomo, dotato di particolare sensibilità o di medianità, fuori dal suo corpo fisico, e di farlo penetrare nel mondo della materialità eterea che gli è più vicina. Ma non può inviarlo, neppure in minima misura, più in alto del livello a cui egli appunto appartiene secondo il proprio stato interiore. Al contrario, col suo intervento artificiale, non può spingerlo neppure a questo punto, ma soltanto e sempre nelle immediate vicinanze di ciò che è terreno.
Queste immediate vicinanze della terra non possono ospitare se non quanto nell’Aldilà è ancora intimamente legato alla terra, ciò che resta avvinto alla terra a causa della sua mediocrità, vizi e passioni.
Naturalmente accade che entità un po’ più progredite soggiornino di tanto in tanto in queste zone prossime. Ma non si può farne conto. Ciò che è superiore non vi si può trovare, per semplici ragioni naturali. L’Universo altrimenti uscirebbe dal suo asse; oppure… oppure ci vorrebbe un uomo in cui la Luce potesse gettare l’ancora!
Ma è poco probabile che questo possa avvenire in un soggetto di quelle esperienze o in qualcuno di coloro che le tentano alla cieca. Restano dunque certi il pericolo e l’inutilità di tutti questi esperimenti.
Ma è certo anche che un’essenza veramente superiore non saprebbe avvicinarsi a un medium, e meno ancora parlare per suo mezzo, senza la presenza di un uomo più evoluto, la quale purificherebbe l’ambiente fisico. Materializzazioni da sfere più elevate non possono verificarsi, e meno ancora, da quelle sfere, certi giochi divertenti, come colpi sul tavolino e trasposizione di oggetti, o altro. C’è un abisso troppo grande perché si possa valicarlo così semplicemente.
Nonostante la presenza del medium, tutti questi fenomeni non possono essere prodotti che da entità ultraterrene ancora profondamente legate alla materia. Se potesse essere altrimenti, se esseri più sublimi potessero mettersi in comunicazione con l’umanità così facilmente, Cristo non avrebbe avuto bisogno di farsi uomo e la Sua missione si sarebbe compiuta anche senza questo sacrificio.** Gli uomini del nostro tempo non sono certo spiritualmente progrediti più che al tempo di Gesù, ed è quindi ben poco probabile che oggi la comunicazione con la Luce si possa stabilire più facilmente di allora.
È vero che i maestri delle scienze occulte dicono che lo scopo principale che perseguono è quello di confermare una vita dell’Aldilà, e in particolare una sopravvivenza alla morte terrena, e che nello scetticismo metodologico del nostro tempo bisogna ricorrere a prove vistose, cioè a quelle che si toccano con mano, per battere in breccia le posizioni difensive degli avversari.
Motivi questi che non giustificano in nessun caso il mettere in gioco anime umane, continuamente, e con tanta disinvoltura!
Oltre a questo, non c’è proprio nessuna necessità impellente di convincere a tutti i costi avversari in mala fede! È ben noto che non sarebbero mai disposti a credere, neppure se un angelo venisse direttamente dal cielo per rivelare loro la Verità. Dopo la sua partenza, direbbero che si trattava proprio di una suggestione collettiva, ma di un angelo no; o troverebbero qualche altra scappatoia. Se si presentassero loro cose o persone che anche restassero sulla terra, che non si dileguassero, che non si facessero invisibili, troverebbero ancora nuovi argomenti, proprio perché tutto, in questo modo, sarebbe troppo «terreno» per chi non vuole credere in un «Aldilà».
Non si farebbero scrupolo a presentare questa prova come un inganno, e quest’uomo come un fantastico, un fanatico o comunque un impostore. Ma sia tutto troppo naturale o troppo soprannaturale, o l’uno e l’altro insieme, loro sospetteranno sempre e dubiteranno sempre. E quando non sanno più come rispondere, denigrano, ricorrono anche agli attacchi più pesanti, né temono di usare la violenza.
Per convincere quella gente, non è il caso di fare delle vittime! E meno ancora per molti dei cosiddetti adepti! Per una strana sorta di presunzione, immaginano, a causa di quella loro fede nell’Aldilà che in genere ha qualcosa di fantastico e di poco chiaro, di poter pretendere che di questa vita d’oltretomba «si veda» qualcosa, «si provi» qualche impressione. Aspettano dalle loro guide spirituali qualche segno ultraterreno, a titolo di ricompensa della loro benemerenza.
Queste aspettative per loro ovvie fanno spesso un effetto ridicolo, non meno dei sorrisi d’intelligenza e di indulgenza, come manifestazioni della loro sostanziale ignoranza. È un veleno offrire a queste masse ancora tali spettacoli; siccome immaginano di sapere tante cose, queste esperienze per loro non sono molto più che meritati divertimenti in cui esseri d’oltretomba fanno la parte di artisti di varietà.
Ma lasciamo da parte infine queste grandi esperienze e consideriamo le minori, come le sedute spiritiche. Esse non sono affatto innocue come si crede, ma per la spaventosa facilità con cui possono diffondersi, sono un gravissimo pericolo!
Si avrebbe il dovere di mettere in guardia tutti da queste sedute! Gli iniziati dovrebbero scostarsi inorriditi al vedere la leggerezza con cui si trattano questi fatti. Numerosi adepti cercano di dar prova del loro «sapere» con i loro tavolini spiritici in particolari circoli o in famiglie private, dove tra sorrisi e bisbigli di mistero presentano un’esperienza che è diventata quasi un gioco: c’è un alfabeto, un bicchiere o qualche altro strumento che con un lieve contatto della mano viene diretto o attirato verso certe lettere in modo da formare parole.
E tutto questo è venuto accrescendosi con così paurosa velocità da diventare un gioco di società, in cui si ride, si scherza e anche si prova qualche piacevole brivido.
Così, nelle famiglie, signore di tutte le età si ritrovano quotidianamente intorno a un tavolino, o sole davanti al loro alfabeto, disegnato sul cartone in modo possibilmente vistoso, perché non manchi una strana messa in scena che stimoli l’immaginazione e che del resto non è affatto necessaria; infatti si potrebbe anche farne senza, basta che i soggetti si prestino un poco. E questi soggetti sono talmente tanti che non si contano!
I maestri delle moderne scienze dello spirito, le guide delle società di occultismo, si rallegrano del fatto che veramente si formino in questo modo parole e frasi, senza che il soggetto le abbia pensate, consciamente o inconsciamente. Se egli ne rimarrà convinto il numero degli «occultisti» s’ingrosserà.
Ci sono trattati occultistici che informano, conferenzieri che ne parlano, si fabbricano e si vendono strumenti che facilitano questi abusi, e così tutto questo mondo occultistico, o quasi, si presenta come un ottimo manutengolo delle Tenebre, con la sincera convinzione di essere un sacerdote della Luce!
Questi fatti, da se stessi, provano la totale inscienza dei tentativi occultistici di questo genere! Dimostrano che nessuno di chi pratica è veramente veggente! Non bisogna considerare una prova del contrario il fatto che qualche buon medium si sia formato qua e là da tali avvii, o meglio e più esattamente, che i suoi inizi siano passati per quell’esperienza.
Le poche persone predestinate a questo hanno nel loro sviluppo naturale una ben diversa difesa che li protegge con cura nelle varie fasi, e di cui gli altri non dispongono. Ma questa protezione opera soltanto in un’evoluzione naturale e personale, senza alcun intervento artificiale! Perché è evidente che solo ciò che è naturale costituisce una difesa.
Appena interviene la minima interferenza, sia attraverso esercizi della persona stessa, sia determinata da altri, attraverso il sonno magnetico o l’ipnosi, il fenomeno perde il suo corso naturale e non coincide più del tutto con le Leggi della natura, che sole sono in grado di assicurare protezione. Si aggiunga l’ignoranza, che al nostro tempo si trova dappertutto, e il danno è certo. Il solo volere non sostituisce il potere, quando bisogna agire. Ma nessuno deve oltrepassare il suo potere.
Non è naturalmente da escludere che, fra centinaia di migliaia di persone che si occupano di questi passatempi pericolosi, qualcuno qua e là ne sia uscito indenne e abbia avuto una buona protezione. Nemmeno è da escludere che molti altri ne abbiano avuto danni che non si notano sulla terra, per dover però riconoscere, all’improvviso, dopo il trapasso, la gravità delle stoltezze commesse. Ma ci sono anche molti che già ne ricevono un danno visibile nel piano terrestre, sebbene non giungano durante la loro vita terrena alla conoscenza della sua vera causa.
Per questo è necessario chiarire quale processo avviene durante questi passatempi nella materia eterea e nello spirito. È semplice, come tutto nella Creazione, e non certo tanto complicato, ma sempre più grave di quanto pensano molti.
Nelle condizioni attuali della terra, le Tenebre hanno conquistato il potere, a causa della volontà degli uomini, su tutto il mondo materiale. Vi si trovano dunque come su un terreno proprio e abituale, e possono agire su di esso in piena libertà. Sono dunque nel loro elemento, combattono su un terreno conosciuto. Prevalgono dunque, per il momento, sulla Luce in tutto il campo della materia, cioè della realtà fisica.
Ne consegue che la potenza delle Tenebre diventa più forte di quella della Luce in tutto ciò che è materia. Ora in questi passatempi, come le sedute spiritiche o altro, la Luce, ciò che è sublime, è del tutto fuori gioco. Potremmo parlare tutt’al più del male (le Tenebre) o del meglio, cioè di un certo grado di luminosità.
Quando un uomo si serve di un tavolino o di un bicchiere, o in generale di un oggetto materiale, si pone già su un campo familiare per le Tenebre. Un terreno che tutta la Tenebra considera sua prerogativa. Così concede loro a priori una forza contro cui non può disporre di una difesa adeguata.
Consideriamo dunque una seduta spiritica o soltanto un gioco di società con il tavolino, e seguiamone i processi, nel campo spirituale o meglio in quello della materia eterea.
Quando una o più persone s’accostano al tavolino con l’intenzione di mettersi in comunicazione per suo mezzo con le entità dell’Oltretomba, sia che esse si rivelino con colpi, sia muovendo il tavolo in modo da formare parole, come è più nell’uso, ecco che prima di tutto, al contatto con la materia, vengono attratte anche le Tenebre che s’investono di quelle manifestazioni.
Le entità dell’Oltretomba, con molta abilità, fanno frequente uso di parole solenni, cercando anche di rispondere secondo i desideri, per la facilità con cui leggono i pensieri degli uomini; ma alle domande serie li ingannano sempre, e intanto cercano, se si presenta l’occasione, di accrescere la loro influenza e di trascinarli lentamente e inesorabilmente verso il basso, facendo credere agli ingannati, molto abilmente, di ascendere all’alto.
Se poi accade che all’inizio, o in qualunque momento opportuno, si riveli per mezzo del tavolino un parente o un amico defunto, ciò che capita spesso, la mistificazione si compie molto meglio. Gli uomini crederanno che veramente sia un particolare amico che si rivela, a tal punto che crederanno che sia sempre lui quando in seguito verrà attribuita al suo nome qualunque espressione capiti di essere sentita durante la seduta.
Non è davvero il caso! Non solamente le Tenebre, che sempre vegliano, fanno abilmente uso del suo nome, per dare apparenza di credibilità alla loro frode e per accattivarsi la fiducia degli interroganti, ma giungono anche a intervenire in una frase iniziata da un reale amico per completarla falsandola intenzionalmente. Si presenta così un fatto poco noto, ossia che questa frase netta e coerente sia stata pronunciata da due entità: dapprima, si sentirà l’amico vero, forse del tutto luminoso e perciò più puro, poi un essere oscuro e maligno. Tutto questo avviene senza che l’interrogante s’avveda di nulla.
Le conseguenze s’intendono facilmente. L’uomo fiducioso viene ingannato e la sua fede scossa. Un avversario sfrutta il fatto per i suoi vilipendi, riconferma i suoi dubbi e a volte attacca su tutto il fronte. In verità hanno torto entrambi per via dell’ignoranza ancora dominante in tutto questo campo di cose.
Eppure è un processo del tutto naturale, in cui vediamo un amico reale e più luminoso, che s’accosta al tavolo per rispondere al desiderio dell’interrogante e per rivelarsi; poi ecco un’entità più oscura che si introduce, mentre l’altra, quella luminosa, è costretta a cedere il passo, perché quella oscura può esercitare una forza maggiore attraverso il mezzo materiale del tavolino stesso; poiché tutto ciò che è materia, per ora, è dominio particolare delle Tenebre.
Ma erra l’uomo, scegliendo la materia e determinando a priori un terreno ineguale. Ciò che è spesso e pesante, dunque oscuro, è per la sua stessa densità più vicino alla materia fisica che non ciò che è più chiaro, puro e leggero, e può esercitare una forza maggiore per questo suo intimo legame.
D’altra parte, anche un’entità più luminosa, che tuttavia può manifestarsi per mezzo della materia, possiede ancora una sua densità per un certo livello vicina, senza la quale non sarebbe più possibile un rapporto con la materia allo scopo di comunicare. Questo presuppone con la materia un contatto capace di contaminazione, finché sussiste il rapporto, attraverso la materia, con le Tenebre.
Per evitare questo pericolo, allo spirito più luminoso non resta altro che sottrarsi rapidamente alla materia, cioè dal tavolo o da un altro mezzo, appena l’entità oscura ne prende possesso, e di escludere questo strumento intermediario che potrebbe gettare un ponte su un abisso naturale, che separa e quindi tutela.
In questi casi nell’Aldilà non è possibile evitare che la persona che compie esperimenti spiritici mediante il tavolino sia abbandonata agli influssi inferiori. Del resto, con il suo comportamento ha dimostrato di non volere altro; inoltre l’ignoranza della legge, anche qui, non può proteggerla.
Questi fatti chiariranno a molti cose finora inspiegabili e numerose contraddizioni misteriose avranno soluzione. Si spera anche che molti uomini non si avvicinino più a certi giochi pericolosi!
Allo stesso modo si potrebbero ora descrivere in dettaglio anche i pericoli di tutte le altre esperienze del genere, più grandi e più gravi. Ma possono bastare intanto questi fenomeni più usuali e più diffusi.
Solo di un altro pericolo si deve far cenno: con questo genere di domande, richiedendo risposte e consigli, gli uomini perdono autonomia e indipendenza. Proprio l’opposto di quello che è lo scopo della loro vita sulla terra.
Una via errata in tutte le direzioni! Porta solo danno e nessun profitto. È un camminare carponi con il pericolo di trovarsi in un verminaio infetto, è un dissipare energie per restare alla fine stremati lungo il cammino… e per nulla!
Con questa pretesa «volontà di ricerca» si recano gravi danni anche alle anime dell’Aldilà!
Molte essenze oscure trovano così l’occasione (esse vengono direttamente indotte in tentazione) di compiere il male e di caricarsi di nuove colpe, che non avrebbero altrimenti potuto commettere così facilmente. Altre, per il tenace legame dei desideri e dei pensieri, sono trattenute nella loro ascesa.
A un esame sereno questi indagatori si mostrano nella loro realtà così puerili di pensiero, così imbevuti di egoismo sfrenato e anche di tale goffaggine che ci si deve domandare con perplessità come sia possibile che qualcuno voglia aprire a tutti un luogo di cui egli stesso non conosce veramente la minima parte.
Un errore è anche questo, che tutto questo campo di ricerche sia di pubblico domino. Così si lascia via libera ai sognatori e ai ciarlatani e l’umanità si fa più mal disposta verso la fiducia.
Non si è mai proceduto così in altri campi. Ogni campo di indagine di cui oggi si riconosca il pieno successo è stato preceduto da molti sondaggi negativi nel periodo della ricerca. Ma il pubblico non ne è mai stato fatto così partecipe! Esso se ne stanca e col tempo ne perde l’interesse. La conseguenza è che all’ultimo rivelarsi della Verità, la forza essenziale dell’entusiasmo che sconvolge e che esalta sarà già andata perduta. All’umanità non è più possibile uno slancio di gioia che trascini e convinca tutti.
Riconoscere che sono state prese vie errate ha le sue ripercussioni: esse diventano armi taglienti nelle mani di molti nemici, che col tempo possono infondere in centinaia di migliaia di uomini una tale diffidenza che quando la Verità apparirà gli sventurati non la vorranno esaminare seriamente, solo per paura d’un nuovo inganno! Si tapperanno le orecchie, che altrimenti avrebbero lasciate aperte, consumeranno così l’ultimo spazio di tempo in cui ci sarà ancora la possibilità di risalire alla Luce.
Le Tenebre così guadagneranno una nuova vittoria! Dovranno essere grate a questi indagatori che hanno loro teso la mano e che si compiacciono fieramente come direttori delle scienze dello spirito del nostro tempo!